Cortile Voltiano e statua di Volta
nell’Università di Pavia
Nel novembre del 1778, il conte Firmian, ormai convinto del valore scientifico del giovane comasco, lo nomina Professore di Fisica Particolare all’Università di Pavia. Presso l’Ateneo pavese erano già stati chiamati, grazie alla lungimiranza dell’Imperatrice Maria Teresa, altri grandi scienziati, quali Lazzaro Spallanzani e Antonio Scopoli e altri ancora verranno chiamati, tra cui Antonio Scarpa e Luigi Brugnatelli.
Appena arrivato a Pavia, Volta si dedica, oltre che all’insegnamento, a ristrutturare il Laboratorio di Fisica, arricchendolo di molti strumenti sia di ricerca sia didattici, progettati direttamente o comprati durante i suoi viaggi in Europa. In questo periodo infatti, dal 1780 all’84, egli compie numerosi viaggi di studio in Savoia, Svizzera, Germania, Olanda, Francia, Inghilterra e Austria.
Elettrometro condensatore
a foglioline d’oro originale
Per quanto riguarda la ricerca, sono da ricordare, in questo periodo, gli studi sul condensatore che lo porteranno alla realizzazione dell’elettroscopio condensatore, uno strumento di misura estremamente sensibile in grado di rivelare stati elettrici estremamente deboli. Inoltre durante tali ricerche Volta individua in modo corretto i concetti di quantità di elettricità (Q), capacità (C) e tensione (T), arrivando a formulare la relazione fondamentale del condensatore Q = C·T
Negli anni che vanno dal 1786 al ‘92 si occupa in particolare di meteorologia elettrica e studia le proprietà fisicochimiche degli aeriformi, arrivando a determinare, dieci anni prima di Gay-Lussac, la legge di dilatazione uniforme dell’aria. Nel 1785, viene eletto dagli studenti, secondo la pratica in uso, Rettore dell’Università.