Ritratto di Alessandro Volta
Nella primavera del ’92 Volta viene a conoscenza degli esperimenti di Galvani sulla possibile elettricità animale. Incredulo, si mette con serietà a ripetere gli esperimenti e, in un primo momento, concorda con i risultati dello scienziato bolognese, esaltando l’importanza della scoperta. Ma una successiva indagine, volta a studiarne gli aspetti più quantitativi, lo porta a
Ritratto di Luigi Galvani
poco a poco a ritenere che le contrazioni della rana non siano dovute a una elettricità intrinseca (animale) messa in circolazione attraverso l’arco metallico collegato tra nervo e muscolo, ma a una elettricità esterna provocata dal contatto dei due metalli che costituiscono l’arco. La rana assume quindi il ruolo di un semplice, ma sensibilissimo elettroscopio. L’idea di Volta nonviene accettata da Galvani e dai sostenitori dell’elettricità animale.
La Pila realizzata da Volta
nelle due versioni, a tazze e a colonna
(tratta dalla lettera di Volta del 1800)
Ha inizio una disputa che investe tutto il mondo scientifico europeo, che si divide in galvaniani e voltiani. La disputa si sviluppa con esito alterno fino agli ultimi mesi del secolo, quando Volta, sovrapponendo coppie di metalli diversi (argento e stagno) separati da un conduttore umido, realizza uno strumento in grado di generare una corrente elettrica continua, la pila.
L’importanza dell’invenzione e le applicazioni che, dal suo utilizzo, si realizzano in pochi mesi, sembrano dare ragione allo scienziato comasco, la cui fama ha ormai conquistato il mondo. Ma l’idea di una elettricità di origine animale non si dimostrò
Illustrazione delle esperienze
di Galvani sulle rane
(tratta dal “Commentarius”)
inefficace.
Se dall’invenzione di Volta avrà origine l’elettrochimica e, successivamente, l’elettromagnetismo e le applicazioni moderne dell’elettricità, dalle ricerche di Galvani si svilupperanno ben presto l’elettrofisiologia e la moderna biologia molecolare.