Apparato per lo studio della dilatazione isobara dell’aria
N
el 1791, Volta intraprende lo studio della dilatazione isobara dell’aria sorpreso non meno che mal soddisfatto della discrepanza nei risultati altrui. Infatti le misure che erano state eseguite fino ad allora davano per il coefficiente di dilatazione isobara dell’aria per ogni grado di temperatura della scala valori compresi tra 1/85 (Priestley) e 1/235 (de Saussure).
Al termine delle sue ricerche egli è in grado di affermare:
“È dunque uniforme ed equabile prossimamente la dilatazione dell’aria pel calore [temperatura], cioè proporzionale agli aumenti del medesimo per tutta l’estensione che v’è tra la temperatura del ghiaccio e quella dell’ebollizione dell’acqua: ed abbiamo fondamento di credere che lo sia ben anche per molti gradi sopra e sotto tali termini”.
Autografo di Volta sullo studio dei vapori saturi a varie temperature (da Cart. Volt H. 40)
È questa la legge che oggi viene attribuita a Gay-Lussac, che la determinò ben dieci anni più tardi. Purtroppo questa priorità non venne mai riconosciuta, e disatteso è ancora oggi l’invito, fatto proprio dagli scienziati, riuniti a Pavia nel 1927, in occasione del centenario della morte dello scienziato, di chiamare tale legge “legge di Volta Gay-Lussac”.