Schema del contatto elettronico
sulla zampa di rana
Volta viene a conoscenza del lavoro di Galvani nel marzo del 1792 e affronta immediatamente il problema ripetendo tutti gli esperimenti; in poche settimane passa dall'incredulità al fanatismo.
Ma ben presto, sulla base di nuovi esperimenti, comincia a sospettare la presenza di un’elettricità artificiale, dovuta all’azione dei metalli, considerati non come semplici conduttori, ma come i “veri motori di elettricità”. Si accorge infatti che l'arco bimetallico agisce anche sui soli nervi della rana (applicato cioè in due punti diversi dello stesso nervo senza toccare il muscolo), e sulla lingua (producendo un
Schema dell’interpretazione data da Volta al contatto dei metalli con un conduttore umido
particolare sapore).
Nel mese di novembre, arriva alla conclusione che i conduttori di prima classe (metalli) di specie diverse hanno un potere elettromotore che si genera nel punto di contatto con un conduttore di seconda classe (umido). Nel caso di metalli diversi è possibile che uno assorba fluido elettrico dal conduttore umido mentre l’altro lo ceda, creando un disequilibrio e quindi un flusso di corrente tra i due metalli, oppure che entrambi lo assorbano o cedano, ma in quantità diverse: “È la diversità de’ metalli che fa”.
Pur di non accettare l'elettricità animale, Volta è quindi disposto a modificare i principi dell’elettrologia, che considerano i metalli come semplici conduttori di elettricità